19 gennaio 2009 - 31 marzo 2009
Ultima acquisizione del Museo del Risorgimento è il volume fotografico "A Mazilia" risalente alla seconda metà del 1800.
MOSTRA VITUALE
Il libro contiene fotografie di sovrani, patrioti e nobili nel tormentato periodo di formazione del Regno d'Italia.
Recentemente acquistato dal Museo del Risorgimento, apparteneva all'ultimo podestà di nomina austriaca di Milano: Giuseppe Sebregondi.
Il conte Sebregondi divenne podestà di Milano, per volontà imperiale, il 27 novembre 1856 dopo aver abbandonato la carica di podestà della città di Como; Giuseppe Sebregondi resse le sorti della città lombarda sino alla famosa battaglia di Magenta del 4 aprile 1859, quando le truppe franco-piemontesi entrarono nella città di Milano; rimosso ufficialmente il 10 giugno 1859, il conte Sebregondi venne sostituito, per volontà di Vittorio Emanuele II, da Luigi Barbiano di Belgioioso, fervente sostenitore della corona piemontese.
Il prezioso volume ottocentesco permette di osservare, all'interno di un'ampia rassegna, rare fotografie di illustri personaggi storici tra i quali sembra giusto menzionare il sovrano Umberto I di Savoia (1844-1900) Re d'Italia dal 1878 al 1900, noto con l'appellativo di "Re buono" ma considerato da molti un duro conservatore data la risolutezza dimostrata nella repressione dei moti del 1898 e l'onorificenza concessa a Bava Beccaris per tali avvenimenti; l'imperatrice Elisabetta di Baviera, altrimenti nota come Sissi, (1837-1898)sposa di Francesco Giuseppe dal 24 aprile 1854 e imperatrice sino alla morte, avvenuta per mano dell'anarchico italiano Luigi Lucheni; il letterato Giovanni Carmelo Verga (1840-1922); svariati ferventi patrioti tra i quali a titolo esemplificativo si possono ricordare Gustavo Viola e Diego Melzi, attivi nella lotta patriottica accanto all'ex capitano e futuro deputato colonialista Giulio Adamoli (1840-1926) nel 1860 e nel 1866, nonchè Ignazio Calvi (1797- 1872), campione di scacchi costretto all'esilio francese per svariate azioni patriottiche nel 1834 a sostegno della corona sabauda e attivista nell'esercito piemontese nel 1848, dal quale uscì con il grado di maggiore, dopo essere stato anche deputato della costituente di Modena.
Attraverso le rare fotografie contenute nel prezioso manuale è quindi possibile osservare donne e uomini che avrebbero cambiato le sorti d'Europa in giovane età e ancora ignari del loro destino; sovrani, letterati e patrioti appaiono in abiti inconsueti e in pose alle quali non sempre i libri di storia sono soliti abituare il lettore.











