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Museo del Risorgimento
Palazzo Moriggia
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Gerolamo Induno, "L'imbarco a Genova del generale Giuseppe Garibaldi", 1860

Il Museo del Risorgimento ebbe origine nel 1884, quando una speciale commissione costituita dal Sindaco di Milano, Gaetano Negri, fu incaricata di raccogliere testimonianze dell’epopea risorgimentale donate dai cittadini. Documenti e cimeli vennero esposti al primo padiglione del Risorgimento Italiano, inaugurato dal Re Umberto I e dalla Regina Margherita, in occasione dell’Esposizione Generale di Torino. Al loro rientro in città i materiali selezionati vennero organizzati in un primo allestimento museale nel Salone dei Giardini Pubblici, inaugurato il 14 giugno 1885.

Trasferito nel 1896 nei locali della Rocchetta del Castello Sforzesco, il museo, che contava più di 5000 opere e cimeli, assunse la funzione di un vero e proprio istituto scientifico attivo nella ricerca e nello studio della Storia nazionale, grazie alla contemporanea formazione della Biblioteca e dell’Archivio. Vennero acquisite le carte di Carlo Cattaneo e quelle di Agostino Bertani, nuclei portanti dell’archivio, arricchito nel 1925 dall’Archivio della Guerra, uno dei più ampi e importanti fondi relativi alla Prima Guerra Mondiale. Un ulteriore significativo apporto alle collezioni avvenne nel 1922, quando la biblioteca, che già contava 25.000 volumi, ricevette la donazione del fondo Achille Bertarelli, costituito da 40.000 unità librarie, da opuscoli, giornali e da numerose stampe.

Inoltre, nel 1923, in seguito al trattato di pace di St. Germain, giunsero le insegne con cui Napoleone Bonaparte era stato incoronato Re d’Italia e, nel 1935, lo stendardo della Legione Lombarda dei Cacciatori a cavallo, primo tricolore italiano, offerto dal senatore Borletti a Mussolini che lo destinò al museo.

L’ultimo significativo deposito è quello relativo alle gradi tele dedicate alle battaglie del 1859, provenienti da Palazzo Reale a Milano, acquistate da casa Savoia per una scenografica Galleria delle Battaglie e oggi interamente esposte nelle sale centrali del museo.

A causa dei bombardamenti dell’agosto del 1943 andarono completamente perdute le carte di Emilio e Enrico Dandolo sulla Prima Guerra d’Indipendenza e molti altri preziosi fondi di politici, patrioti e combattenti. A seguito danni riportati dall’edificio, nel 1951, si decise il trasferimento delle collezioni a Palazzo Moriggia.

Negli anni le Civiche Raccolte Storiche hanno acquisito numerose incisioni e stampe, che hanno avuto un notevole ruolo nella costruzione del mito del Risorgimento all’indomani degli eventi bellici, contribuendo anche alla formazione di un’idea di unità nazionale non solo geografica ma soprattutto culturale. Recentemente è stata avviata un’attività di schedatura e catalogazione dei fondi, resi fruibili anche in remoto, attraverso la consultazione di un data-base on-line (www.graficheincomune.it).

Il museo, riallestito nella primavera del 2009, conserva alcune delle opere maggiormente significative del Risorgimento italiano, documentando in modo esemplare, attraverso dipinti, sculture e cimeli, da un lato i principali avvenimenti che condussero all’unità d’Italia, dall’altro i più significativi esponenti della pittura storica italiana ottocentesca.